Chi siamo

La nostra esperienza

Un percorso costruito pezzo per pezzo, oggetto per oggetto, nel rispetto della materia e della memoria che ogni manufatto porta con sé.

Vista interna del laboratorio di restauro con banco di lavoro, strumenti e oggetti in lavorazione disposti ordinatamente
Le origini

Nasce da una passione per la materia fragile

Il laboratorio nasce dalla convergenza di due percorsi formativi distinti: quello del restauro conservativo, appreso attraverso corsi specialistici e tirocini presso istituti di restauro italiani, e quello della storia delle arti decorative, con particolare attenzione alle manifatture ceramiche italiane ed europee dal Rinascimento all'Art Déco.

Questa doppia formazione non è un dettaglio biografico. Cambia concretamente il modo in cui si affronta ogni intervento. Sapere come è stato fatto un oggetto, in quale manifattura, con quale tecnica decorativa e in quale periodo storico, permette di scegliere l'approccio di restauro più rispettoso della sua natura specifica.

Il primo laboratorio era piccolo. Gli strumenti erano pochi. Ma il metodo era già quello di oggi: lentezza, documentazione, reversibilità.

I principi

Cosa guida ogni nostra decisione

Reversibilità

Ogni materiale che utilizziamo deve poter essere rimosso in futuro senza danni all'originale. Questo principio, fondamentale nel restauro museale, lo applichiamo a ogni intervento, indipendentemente dal valore economico del pezzo.

Invisibilità

Un buon restauro non si vede. Né a luce naturale, né a luce radente. Questo non significa nascondere: significa rispettare la leggibilità dell'oggetto. L'intervento deve sparire, lasciando visibile solo l'originale.

Documentazione

Ogni oggetto che entra in laboratorio viene documentato con rigore fotografico e tecnico. Questa trasparenza serve al cliente, serve alla storia dell'oggetto, e serve a chiunque debba intervenire su quel pezzo in futuro.

Onestà tecnica

Se un oggetto non può essere restaurato in modo soddisfacente, lo diciamo prima di iniziare. Non ogni danno è recuperabile allo stesso livello. La valutazione iniziale include sempre una stima realistica di cosa è possibile ottenere.

Formazione e aggiornamento

La conoscenza come strumento di lavoro

Il restauro conservativo non è una disciplina statica. I materiali evolvono, le ricerche avanzano, le metodologie si affinano. La partecipazione a convegni specializzati, la lettura di pubblicazioni tecniche di settore e il confronto con altri professionisti del restauro sono parte integrante del nostro modo di lavorare.

Ambiti di specializzazione

  • Ceramiche italiane dal Medioevo al Novecento
  • Porcellane europee delle grandi manifatture
  • Vetro storico italiano, veneziano e boemo
  • Tecniche di pittura su ceramica e smalti

Strumenti diagnostici in uso

  • Microscopia ottica binoculare per analisi di superficie
  • Fluorescenza UV per rilevamento di interventi precedenti
  • Luce radente per analisi morfologica delle fratture
  • Documentazione fotografica multispettrale

Vuoi sapere se il tuo oggetto è restaurabile?

Contattaci con una descrizione e alcune fotografie. Valutiamo ogni caso individualmente.

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